PREMESSE:
i significati
La
cultura giovanile
Un progetto che si pone la finalità di sostenere e stimolare
la cultura dei giovani non può prescindere dall'interrogarsi su alcune
questioni: la "cultura giovanile" oggi è la cultura che i
giovani esprimono o che i giovani consumano?
I giovani esprimono la loro cultura?
La cultura dei giovani concorre alla costruzione di quella comune?
I giovani trovano spazi in cui sviluppare cultura?
Quale intreccio riesce oggi a
crearsi tra la cultura dei giovani e le comunità locali cui appartengono?
Quanto queste comunità sono oggi in grado di ascoltare e accogliere le
nuove istanze culturali portate dai giovani?
Questo progetto intende sostenere i giovani nel processo di gestione di
una loro cultura che possa contaminare la cultura di tutti. Con
questo non si intende affermare solo la necessità di costruire, insieme
ai giovani, le strade che permettano loro di essere protagonisti della
cultura e non consumatori di proposte culturali, ma anche di stimolare,
nelle istituzioni e in generale nel mondo adulto, un atteggiamento di
fiducia nei loro confronti, anche quando le idee, i valori e i modelli di
riferimento, gli orizzonti di senso appaiono
diversi o discordanti. I giovani sono già i maggiori depositari di
nuovi canali, luoghi e strumenti di comunicazione, creazione,
finalizzazione dei significati che
oggi consentono di contribuire alla definizione del "villaggio
globale" inteso come contesto di vita attuale. Promuovere la cultura
dei giovani significa, in questo senso, sostenerli nella costruzione di un
collegamento, di una continuità tra il passato e il futuro, tra la
cultura di oggi e quella di domani che altro non può essere se non la
loro. Affidare alle nuove
generazioni strumenti potenti senza tramandare loro i significati e non
consentendo di maturare e
costruire il proprio senso, non
serve. I giovani vivono e vivranno
domani anche in base alla cultura che viene prodotta oggi, che non può
quindi prescindere dal loro contributo.
La
musica
La musica è una delle forme di cultura, forse la più diffusa, che i
giovani consumano, creano e amano.
La musica
è la forma di cultura che oggi maggiormente unisce o divide le nuove
generazioni. Attraverso questa particolare forma culturale l'uomo ha da
sempre espresso sentimenti,
idee nuove, cambiamenti economici, sociali e politici. La musica è,
quindi, un canale privilegiato di comunicazione e relazione tra e nelle generazioni e per questo utilizzato come strumento e
terreno comune d’incontro con i giovani in moltissimi progetti e servizi
a loro rivolti. La musica è la forma d’espressione maggiormente
utilizzata dai giovani per dire di sé, degli adulti, del mondo che vivono
oggi e di quello che desiderano per domani.
Il terreno musicale e in particolare la sua espressione attraverso i
gruppi musicali giovanili costituisce un ambito privilegiato di
espressione culturale. In quest’ambito spontaneo la dimensione creativa
e quella artistica si fondono con quella sociale veicolata dalla funzione
educativa svolta dal gruppo dei pari. Il gruppo
attraverso l’esperienza musicale,
promuove e condivide percorsi di protagonismo e divertimento, si
prende cura delle aspettative, condivide la costruzione e l’espressione
delle idee, dei sentimenti e degli affetti.
Sostenere queste esperienze musicali significa dunque sostenere i
processi di autoformazione e autoeducazione di cui i giovani sono capaci.
Lo scopo di un progetto educativo è, secondo noi, principalmente quello
di “educarsi ad educare”, partendo dall’accettazione della realtà
degli altri e sfruttando la possibilità adulta di capire e perciò di
aiutare.
Il patrimonio di esperienze musicali giovanili può essere uno dei tramiti
per la ricostituzione di un rapporto educativo leale.
Può essere il contributo alla formazione delle capacità di
autodeterminazione e di critica dei giovani e al recupero delle capacità
di relazione e di gestione della propria vita degli adulti.
La musica serve.
La musica può liberare, può dire l’indicibile, può raccontare ciò
che non si può raccontare.
LE
FINALITA’
1.
Aumentare la capacità del territorio di valorizzare le esperienze
musicali spontanee e di autopromozione giovanile
2. Accrescere la capacità del territorio di sostenere la produzione e la messa in circuito della cultura
giovanile
3.
Favorire la capacità dei giovani di esprimere cultura
4.
Aumentare la capacità delle comunità adulte di entrare in relazione con
la cultura giovanile, intesa come elemento non diviso dalla vita di tutti
GLI
OBIETTIVI
1.
Offrire ai gruppi musicali giovanili della provincia e ai gruppi dei pari
“che ruotano intorno” riferimenti adulti, istituzionali e di
cooperazione, in grado di:
1.1. proporre spazi e tempi musicali nelle comunità
1.2.
favorire
l’accesso a percorsi di in-formazione
musicale
1.3.
sostenere
percorsi di autopromozione e autoproduzione musicale
2.
Promuovere occasioni e opportunità per e con i giovani , di ricerca,
incontro, confronto e rappresentazione di sé.
LE
AZIONI
1.
LA VOCE
Significa
innanzitutto ascoltare e permettere ai
giovani di costruire spazi e strumenti attraverso i quali possano
dialogare tra loro e con il mondo.
(Segue
parte di cui non è stata concessa la pubblicazione)
2.
LE ABIT-AZIONI MUSICALI: I LUOGHI DI RIFERIMENTO
(Segue
parte di cui non è stata concessa la pubblicazione)
3.
LA RETE
Significa
predisporre strumenti e canali di comunicazione che consentano la
circolazione di informazioni, risorse, idee, a livello locale e tra locale
e globale. Il progetto deve assumere la configurazione di una rete
sotterranea che sappia cogliere e tutelare il
bagaglio sommerso
delle esperienze spontanee e creare momenti e spazi in cui farlo emergere.
(Segue
parte di cui non è stata concessa la pubblicazione)
IL
METODO
Il
progetto (che potrebbe essere
messo in rete, in modo da rendere questa produzione adulta, di senso e di
intenzioni, immediatamente interattiva) è da costruire
insieme ai giovani.
Questo significa partire da IDEE/PROPOSTE per arrivare a
MESSAGGI/SIGNIFICATI, nel rispetto del LINGUAGGIO, delle FORME e dei
TEMPI, di chi ha la loro età.
L’adulto di riferimento (l’educatore) in quanto NON famigliare, NON
rappresentante diretto della propria comunità e ai confini tra
istituzionalità e informalità può rappresentare il mediatore, il
tramite, chi facilita il processo di comunicazione e ricerca di identità.
E’ il “maestro”, colui che innanzitutto da fiducia e crede in quello
che, pur non ancora definito, vuole uscire.
LE
INTERAZIONI
Per
la natura stessa di questo progetto, assume rilevanza la costruzione di
interazioni con enti ed esperienze diverse. A questo proposito si
propone che l’ente titolare del progetto ……..
Per
info. contattare :
Cooperativa sociale “LA LINEA DELL’ARCO”
- Via C. Cattaneo 62, 23900 LECCO
Tel/fax : 0341 362281- 285012
e-mail
: cooplda@iol. it
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