I PRIMI OTTO MESI
In questo primo periodo di attività il laboratorio musicale
di Chieri ha cercato di darsi forma e di strutturarsi come realtà di progettazione e di
ricerca, ai fini di una diffusione estesa dellesperienza musicale in ogni ordine di
scuola; è riuscito a coinvolgere i sei circoli didattici, le 13 scuole medie e le 6
scuole superiori del Distretto 30, grazie al difficile ma fondamentale e produttivo
sistema di rete in parte già attivo e in parte creatosi in funzione del laboratorio tra
insegnanti di scuole diverse, dirigenti, scuole ed enti locali.
Lattività del laboratorio si è articolata sviluppando percorsi e progetti
di ricerca e sperimentazione, per studenti e insegnanti, nonché opportunità di
formazione ed aggiornamento in unottica di continuità e trasversalità, tenendo
fede ai punti fermi della circolare ministeriale 158.
Il coordinatore (ins. distaccato per 18 ore settimanali) ha gestito direttamente
lattività in laboratorio per gli studenti delle scuole superiori e delle scuole
elementari e materne, supportando i gruppi di studio e ricerca degli insegnanti.
Parallelamente sono stati avviati corsi di formazione (Giuseppe Grazioso, della
Siem, Enrico Strobino, del Centro Studi Maurizio Di Benedetto di Lecco, Alessandro
Padovani, in collaborazione con lIRRSAE Piemonte) che hanno visto crescere insieme
insegnanti di ogni ordine e grado.
In ognuno di questi ambiti lindividuo (insegnanti, conduttore dei corsi,
alunni) è stato messo al centro del percorso a partire dalle conoscenze pregresse e dai
suoi orientamenti.
La ricerca scientifica e creativa in ambito musicale è stata quindi, per
tutti, sempre lelemento chiave della proposta del Laboratorio al fine di creare il
terreno adatto ad una diffusione estesa della musica in ogni ordine di scuola.
Per coinvolgere gli insegnanti di altre discipline e valorizzare le loro
competenze, si è scelto di partire dalla lettura di testi e poesie, al fine di introdurre
elementi musicali in contesti di insegnamento specifici delle loro materie: la voce,
intesa come strumento e competenza di ciascuno, è stata così il punto di partenza per
avviare percorsi di vera e propria ricerca in campo musicale.
Ricerca e sperimentazione sono state intese come un atteggiamento proprio dellinsegnante
che, in prima persona, prova, scopre e progetta in interazione con i colleghi del gruppo
di ricerca e dei suoi alunni.
Linsegnante diventa così artefice del proprio aggiornamento e soprattutto
diventa autonomo nelle proposte allinterno della classe potendo scegliere
tempi, metodi, contenuti e i momenti più adatti alle varie esperienze musicali
allinterno del naturale tempo scuola.
Linsegnante viene altresì messo in grado di valutare e collocare in modo
mirato le esperienze musicali e le proposte provenienti da soggetti esterni in coerenza
con le proprie scelte didattiche e progettuali.
La scelta fatta è stata quella di evidenziare gli aspetti musicali presenti nei
diversi contesti, valorizzando la musica come linguaggio piuttosto che come apprendimento
di tecniche, che potranno comunque essere acquisite, con maggiore consapevolezza, se si
inseriscono in un contesto formativo più ampio. Lo scopo è giungere ad essere buoni
artigiani in grado di progettare e produrre suoni e musiche superando lidea del
musicista come "soggetto artista genio, dedito allarte e alla
pratica artistica come fatto elitario la cui esperibilità è possibile solo a ristrette
minoranze ispirate dalla musa" (1).
In particolare, a prescindere dalla metodologia utilizzata, ci è parso necessario
impegnare tutti in azioni globali e non convenzionali che conducano ad una presa di
coscienza individuale delle proprie potenzialità espressive e del mondo circostante.
Per questo motivo gli studenti dovrebbero essere coinvolti in attività di
progettazione in cui la musica rivesta un ruolo significativo dal punto di vista della
comunicazione di messaggi e sia evidente il suo collegamento con la storia, le scienze,
gli studi ambientali, la lingua parlata e scritta.
A questo proposito ci siamo personalmente resi conto nel percorso sino ad ora fatto
che, più che insegnare la musica, è necessario, come punto di partenza
fondamentale, far scaturire dai soggetti quella che già possiedono il più delle volte in
modo inconsapevole.
LAMBIENTE LABORATORIO...
E un ambiente alternativo ai normali locali scuola, non
ci sono banchi, sedie, cattedre, affinché possa meglio rappresentare:
- il campo da gioco,come luogo del divertimento;
- il teatro,come luogo della rappresentazione;
- il cantiere, come luogo della costruzione del sapere;
- la piazza, come luogo dellincontro, della socializzazione, della
relazione.
E un terreno dove si apprende con il
corpo attraverso lemozione, dove il corpo e la mente, spesso separati dal cosiddetto
formalismo didattico per cui il sapere è una struttura definita e non un "qualcosa
che si fa", possono fondersi in modo armonico partendo da proposte didattiche
centrate sullesperienza pratica.
La didattica proposta tende a privilegiare la progettazione rispetto alla
programmazione, quindi la rete di saperi e conoscenze al posto della linearità per punti
successivi e consequenziali, per permettere ad ognuno di seguire il percorso più adatto a
se stesso; più strade possibili per lo stesso punto di arrivo. Lidea è quella del viaggio
non organizzato, della scoperta, dellesplorazione, della ricerca, un continuo
adattamento per una conquista ecologica del sapere.
In particolare, il sistema modulare della rete è facilmente trasferibile in
contesti diversi, portando ad una maturità cognitiva in quanto si diventa costruttori dei
propri percorsi; per questo motivo fornisce un utile strumento adatto a leggere la realtà
quotidiana e ad abbattere quel muro di separazione che fa dire agli studenti la famosa e
diffusa frase: "la scuola è una cosa, la vita unaltra", frutto di
una didattica basata quasi esclusivamente sulla trasmissione di conoscenze predefinite per
cui la formazione risulta delegata al fuori-scuola (il lavoro, la vita, la strada).
Il metodo sequenziale lineare ci appare invece particolarmente adatto a unità
didattiche minime allinterno di progetti modulari, dove occorre sviluppare abilità
che vanno dal semplice al complesso, dove i contenuti si succedono in modo propedeutico.
Il punto di equilibrio è determinato dalla giusta interazione tra il metodo
sistemico (progettazione modulare) e quello sequenziale (programmazione): il primo obbliga
alla fantasia, alla creatività, alla relazione, allo scambio reciproco,
allalleanza; il secondo obbliga al rigore.
ESPERIENZE ED ATTIVITA'
"Giacomino
Senzaorecchie". Questanno il laboratorio ha predisposto diversi
progetti specifici rivolti agli insegnanti e agli allievi dalle varie età. Tra questi un
progetto di continuità che consiste in una proposta operativa abbinata alla storia di
Giacomino Senzaorecchie, scritta inizialmente per integrare il Progetto del Laboratorio
Musicale. La storia si presta ad essere filo conduttore e sfondo integratore per guidare i
bambini della scuola materna e del primo ciclo elementare alla scoperta degli aspetti
sonori e musicali dellambiente, che si fondono con gli elementi spaziali, temporali,
fisici, logici ed emotivi che ogni bambino incontra sul suo cammino.
La storia si presta ad essere anche una guida "flessibile" ed aperta ad
innumerevoli spunti interdisciplinari e di ricerca per gli insegnanti che affrontano per
la prima volta leducazione musicale nel loro intervento didattico.
Grazie a "Giacomino" sono stati avviati sul Distretto percorsi di
continuità secondo le modalità individuate da ogni circolo: bambini di scuola materna
che svolgono attività con i compagni dellanno scorso che ora sono in prima
elementare, insegnanti di quinta elementare che esplorano il mondo dei suoni con i bambini
delle future prime.
"Tutti a
suonare in Laboratorio!" è stata invece una proposta che ha permesso fino
ad oggi a 105 classi di scuola materna ed elementare di recarsi in laboratorio in orario
scolastico, grazie alla collaborazione dei Comuni per quanto riguarda il trasporto.
Qui i bambini in interazione con il coordinatore hanno potuto manipolare gli
strumenti, giocare con i suoni e verbalizzare lesperienza dal punto di vista delle
emozioni e delle scoperte. Contemporaneamente gli insegnanti hanno svolto attività di
osservazione rispetto alle dinamiche di gruppo e alle risposte agli stimoli offerti, in
previsione di un lavoro di ricerca didattica più strutturato. Lesperienza in
laboratorio è significativa di per sé e si presta ad essere ripresa e rielaborata
creativamente in classe.
Gli insegnanti di educazione musicale della scuola media hanno partecipato ai corsi
di aggiornamento attivati e hanno formato un primo nucleo di coordinamento e ricerca
didattica che ha individuato le seguenti tematiche come possibili basi di partenza per un
confronto aperto a tutti:
- Indagine sulle attività portate avanti da ciascuno;
- Individuazione dei principali scopi della disciplina e delle competenze che
devono essere raggiunte a conclusione della scuola di base ed in prospettiva di un
ulteriore biennio;
- Autoaggiornamento e aggiornamento;
- Progetto di percorsi didattici inter e multidisciplinari;
- Cooperazione con altre scuole (elementari, medie e superiori);
- Scambio partiture, unità didattiche e materiale in genere;
- Progetto comune di unità didattiche e scambi di scuola per la loro applicazione;
- Invenzione e scrittura di partiture "scolastiche";
- Il problema della valutazione;
- Attività extracurricolari nelle scuole superiori.
Attualmente il gruppo sta lavorando alla progettazione, nellambito della
continuità elementare/media, di percorsi guidati relativi allascolto della musica.
Il progetto "Musica
globale", realizzato direttamente in laboratorio in orario
extracurricolare, ha coinvolto gruppi di studenti del liceo Monti (classico, scientifico,
linguistico), dellistituto Vittone per geometri e dellistituto tecnico
Lagrange nellesecuzione attiva e di gruppo di musica strumentale e vocale,
unitamente ad attività di ascolto e di movimento in conformità con le proposte delle
circolari ministeriali (2).
"Musica globale" ha inoltre avuto come scopo
- Luso cosciente e critico del linguaggio musicale;
- Lacquisizione di indicazioni utili a favorire lorientamento
individuale ed a progettare le attività per il prossimo anno scolastico.
A metà anno è stato avviato un monitoraggio relativo al gradimento
delliniziativa tramite schede distribuite ad ogni partecipante, con esiti
decisamente positivi.
La collocazione in orario extra - curricolare è comunque risultata problematica
per diverse ragioni:
- il Distretto 30 è vasto e per i ragazzi il ritorno a scuola pomeridiano presenta
difficoltà logistiche non indifferenti;
- Spesso le attività di musica globale venivano a coincidere con corsi di
recupero, sportelli ecc.
Si è quindi evidenziata la necessità di ritagliare un monte-ore per lo
svolgimento di attività musicali alle superiori anche in orario scolastico.
Il progetto "Voce al
testo" è stato invece avviato in compresenza tra il coordinatore e gli
insegnanti di lettere o lingua straniera in orario scolastico, in unottica di
trasversalità e di continuità.
Il progetto, nato al Liceo Monti, è stato esteso grazie al laboratorio a tutte le
scuole superiori del distretto coinvolgendo dieci classi pilota.
Nelle ore di Voce al testo, attraverso luso consapevole ed espressivo
della voce, i ragazzi impiegano i suoni della lingua parlata come materiali per
elaborazioni di carattere musicale.
E stata data come sempre, preferenza ai metodi che impiegano il lavoro di
gruppo predisponendo situazioni stimolo che attivino la fantasia,
limmaginazione e linteresse dei partecipanti in un contesto interdisciplinare.
Cultura e tradizioni
dellAfrica sud sahariana. Il laboratorio ha sostenuto il progetto Tamburi
d'Africa proposto dallins. Donata Testa dellIstituto Lagrange, per un
corso di avvicinamento alla musica africana. Il coordinatore del laboratorio ha effettuato
alcuni incontri con i ragazzi e le ragazze dellistituto in preparazione alluso
degli strumenti a percussione. Successivamente un musicista senegalese è intervenuto e
interviene per insegnare agli alunni i tipici ritmi della cultura musicale africana in una
serie di quattro incontri protratti poi a sei.
Nel progetto sono anche previsti moduli di approfondimento relativi alla lettura di
brani di autori africani e di scrittori che hanno vissuto in Africa, nel tentativo di
fornire spunti di riflessione su una letteratura sconosciuta ma a noi sempre più vicina,
e di raccontare una differenza che è necessario incontrare.
Per concludere propongo la lettura di una poesia scritta da Alessandra, una alunna
di 9 anni, al ritorno dallesperienza in laboratorio. Nella poesia sono sintetizzati
gli elementi centrali dellesperienza musicale.
Lattività di laboratorio non comportava, come potrebbe sembrare,
lascolto di brani musicali, ma lesplorazione creativa dello strumentario e lo
bambina, giuro, non aveva letto Gino Stefani.
Non guardare ma ascoltare
Capire il senso della Musica
Rilassarsi
Lasciarsi andare
Bello, divertente
Ritmato
Mite, calmo, rilassato
E una bella sensazione
Un brano musicale pieno di comunicazione.
NOTE
(1). Bottero, Padovani, Pedagogia
della Musica, Angeli, Milano, 2000.
(2). "Lattività musicale dovrà avere
importanza primaria come motore di sviluppo del senso di sicurezza individuale e della
capacità di integrarsi con gli altri e, in senso più generale, sviluppare negli alunni
la capacità di star bene insieme a scuola, fuori della scuola, dopo la scuola".
Sandro Cotti - Laboratorio Musicale di Chieri, C/o Liceo Monti, Chieri (To) V. Montessori 4 -
tel.011/9422004 |