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“La
musica è un’arte attraverso la quale l’uomo comunica tutto il suo
mondo interiore, un linguaggio, un mezzo di trasporto per viaggiare
dappertutto, un modo di rilassarsi e riflettere, un sogno eterno. La
musica serve per fare ogni cosa. Io, senza, non vivrei” (Studentessa
quindicenne del liceo classico ‘G. Leopardi’ di Aulla).
Questa frase è posta come intestazione del fascicolo documentativo del
Laboratorio, elaborato nell’a.s. 2000-2001, che contiene, oltre ai testi
di seguito riportati, i dati complessivi di un questionario diffuso in
tutte le scuole di Aulla (può essere richiesto al Laboratorio Musicale,
Piazza Garibaldi 1, 54011 Aulla, aullasem@libero.it)
Premessa
Nel corso di questi ultimi anni nel Circolo didattico di Aulla,
si sono create le condizioni per poter allestire un laboratorio musicale.
I primi fruitori di questa struttura saranno gli alunni della scuola
elementare, materna e di tutte le altre scuole del territorio.
Gli insegnanti interessati alla musica e all’importanza che questa
riveste nel campo dell’educazione, hanno trovato nella competenza e
nella passione per la musica del loro Dirigente scolastico Fabrizio Rosi,
il naturale sostegno per promuovere attività di formazione ed
aggiornamento, con una immediata ricaduta nel lavoro di classe.
Tra le attività musicali promosse dal Circolo per gli insegnanti e per
gli alunni ricordiamo:
- il corso di chitarra per gli insegnanti delle scuole materna ed
elementare tenuto dal Dirigente Rosi;
- partecipazione al laboratorio di ricerca
e documentazione sulla didattica della musica, “La città
musicale”, presso il Conservatorio G. Puccini di La Spezia, coordinato
dal Prof. Mario Piatti, che comprende anche il seminario “Musicando la
città: piccolo viaggio fra città reali e di fantasia”, tenuto da
Enrico Strobino ad Aulla nel maggio 2001;
- “La musica incontra il bambino”: incontro di musicoterapia per
insegnanti e operatori ASL tenuto dal Dott. Ivo Cilesi;
- autoaggiornamento attraverso il CD Rom AMAVI MUSE del CEDE;
- attività di canto corale per gli alunni;
- corsi di chitarra per gli alunni;
- “Scarabocchi sonori”: itinerari musicali per i bambini della scuola
materna;
- Progetto educativo europeo Comenius- azione 1: “Sing @ Song”, paesi
coinvolti: Italia, Spagna, Gran Bretagna, Ungheria.
Tutto
ciò ha contribuito ad accrescere negli insegnanti la consapevolezza di
creare uno spazio attrezzato del fare musica, nel quale avvicinare
concretamente bambini, ragazzi e giovani delle scuole del territorio, alle
varie opportunità musicali configurabili nell’angolo dei suoni,
dell’ascolto, degli strumenti (anche etnici), della documentazione.
Il laboratorio musicale è inteso quale punto di riferimento per la
costituzione di una rete nella quale far interagire scuole e realtà
musicali presenti sul territorio. Quindi, nell’attivare una proficua
collaborazione fra le varie presenze musicali, ad esso si veniva
assegnando il compito di evidenziare le risorse quali contributo per la diffusione
della musica come fattore educativo.
A seguito
della richiesta di assegnazione del laboratorio musicale al Circolo
didattico di Aulla ai sensi della CM n°198 del 6 agosto 1999, presentata
dalla Direzione didattica mediante il “Progetto LA”, veniva assegnato
dal Ministero della Pubblica Istruzione il finanziamento che consentiva di
avviare l’allestimento del laboratorio musicale presso la scuola
elementare statale “R.Micheloni” di Aulla.
Successivamente la Commissione musica del Circolo didattico di Aulla ha
ritenuto opportuno individuare, quali primi destinatari della proposta
musicale legata al laboratorio, gli alunni delle scuole del territorio,
dei quali si è cercato di conoscere le richieste, le attese, le
preferenze musicali, mediante la somministrazione di un questionario. I
questionari sono stati distribuiti nei seguenti istituti del Comune di
Alla: tutti i plessi appartenenti al Circolo didattico; Scuola media
statale “Dante Alighieri”; Liceo classico “Giacomo Leopardi”;
I.T.I.S. “Antonio Meucci”.
Uno
sguardo indietro all'indagine
Rita Biancheri, Dipartimento di Scienze Sociali - Università degli Studi
di Pisa
Quando si inizia un’attività rivolta al territorio porsi il problema di
conoscere la domanda significa
costruire solide fondamenta perché quest’esperienza raggiunga gli
obiettivi che ci si è posti nella fase “istruttoria” della
definizione del progetto.
In una società che cambia rapidamente i bisogni, in tutti i settori, sono
sempre più differenti e rivolgersi ad un’utenza giovanile, che accentra
ancora di più tale varietà, senza averne prima monitorato le esigenze
non può che comportare un’offerta che ancora una volta rischia di
essere inadeguata alla domanda.
I risultati del questionario, rivolto all’universo dei fruitori, ci
conferma l’ampia articolazione dei gusti musicali ma soprattutto il
desiderio di un approccio alla musica nella sua totalità, in grado di
valorizzare la sua funzione comunicativa e la sua capacità di
rilassamento.
Sono infatti, questi due items che hanno avuto la maggior concentrazione
di risposte alla maggiore concentrazione di risposte alla domanda: “Puoi
scrivere in poche parole che cosa è per te la musica e a cosa serve?”
Il laboratorio musicale nasce, dunque, come giusta risposta all’esigenza
di sviluppare i diversi linguaggi espressivi e si pone come valore
aggiunto per migliorare un’offerta didattica che, in quest’ambito, ha
ancora limiti e carenze sia nelle strutture che nei programmi.
Questa offerta ha inoltre il pregio di non rivolgersi soltanto alla scuola
ma di porsi anche come luogo, non solo fisico, di convergenza per una
“proficua collaborazione fra le varie presenze musicali” affinché le
risorse presenti nel territorio interagiscano efficacemente sviluppando
nei giovani una cultura musicale ad ampio raggio.
Questi due fattori, la conoscenza della domanda e l’integrazione
sinergica delle risorse costituiscono una base di partenza essenziale
affinché le attività svolte abbiano un effetto positivo, non solo nella
direzione di conoscere e fare musica, ma anche di dare risposte ai giovani
non estranee alle loro modalità di comunicazione e socializzazione.
Favorire interessi diversi e sviluppare capacità adeguate perché queste
si esplichino con soddisfazione da parte di chi le persegue, ha un forte
valore educativo e sottende un messaggio positivo in una società
accusata, troppo spesso, di creare vuoti normativi e culturali.
Gli studi sulla “condizione giovanile” già da molto tempo hanno
evidenziato forti elementi di crisi che trovano il loro background più
consistente nell’assenza della presenza degli adulti.
Questo apparente bisticcio di parole trova una sua validazione nel
questionario, che non possiamo fare a meno di registrare, in quanto questi
elementi sono sotto gli occhi di tutti a partire dalla consistente
presenza nelle giornate dei nostri ragazzi della televisione, dei video
games e di tutti quei giochi elettronici che non implicano interazioni e
relazionalità se non con le nuove tecnologie.
Pertanto iniziative di questo tipo non possono che confortare nella
speranza che questi trend non siano ancora
così radicati e che segnali di cambiamento, che nascono
dall’impegno di ognuno di noi, siano già fattivi nella nostra società
a favore delle generazioni future a cui non dobbiamo consegnare un
presente, proprio, senza futuro.
Musica
è...
Riflessioni di un dirigente scolastico con la chitarra in mano
Fabrizio Rosi
Se mi
chiedessero che cos’è la musica, risponderei: “Tutto!” o forse:
“Quasi tutto”.
Nel tornare indietro nel tempo mi rendo conto che la mia vita è fatta
anche di quadri musicali: dai primi accordi sulla chitarra ai primi
complessi musicali, quando la musica teneva insieme cinque o sei ragazzi
che rinunciavano a trascorrere le giornate al bar o a far nulla. E poi le
prime sfide nelle sale da ballo, suonando di tutto e suonando con tutti:
anche questo fa parte della magia della musica: avvicinare le generazioni,
così succedeva allora, quando mi trovavo a suonare con vecchi
fisarmonicisti o a guardare con ammirazione chi già sapeva suonare bene e
mi faceva scoprire The Beatles, i Rolling Stones e poi da solo mi lanciavo
alla scoperta di King Crimson, Genesis, Jethro Tull, Led Zeppelin…
La musica ci teneva insieme nelle nottate passate con la chitarra a
imparare un pezzo, a preparare una canzone, era il gusto di stare con gli
altri per il puro divertimento, per il piacere di cantare e di suonare e
poi non avevamo i genitori preoccupati di cercarci le strade del successo,
per guadagnare soldi, per evitarci problemi: tutto è stato conquistato
faticosamente: dalla prima chitarra elettrica all’amplificatore,
all’attrezzatura che occorreva per suonare (oggi i miei figli hanno già
chitarre classiche, elettriche, amplificatori!!!…).
La musica ha continuato a far parte della mia vita, anche quando, maestro
elementare utilizzavo la chitarra, come il flauto il pifferaio di Hamlin,
per incantare i miei alunni e poi la soddisfazione di “contagiarli” e
di ritrovare alcuni al Conservatorio musicale. Oggi che non posso più
rivolgermi direttamente ai bambini, cerco di convincere i/le loro
insegnanti a scommettere di più sulla musica perché è una compagna
preziosa, un dono del quale essere grati a chi te lo offre, a chi ti fa
scoprire la bellezza e la forza dei suoni.
Per tanto tempo nella scuola ci si è limitati al canto, liquidando le
altre attività musicali come cose da esperti e facendone comunque una
questione di talento.
“’Non ho talento’. Che tristezza e disperazione ha generato questa
convinzione assurda!
Scartiamo a occhi chiusi le sciocchezze che si dicono a proposito del
talento: discutere se una persona lo possiede o no è insensato. Evitate
queste domande inutili e usate invece tutte le vostre facoltà per
crearlo”. Così afferma Shinichi Suzuki che ha dedicato la vita a
diffondere la musica fra i bambini piccoli, ottenendo risultati
sorprendenti, guidato da una sua profonda convinzione: “La musica può
salvare il mondo”.
La scuola di Aulla, con l’allestimento del laboratorio musicale presso
la scuola elementare “R. Micheloni”, ha voluto sottolineare
l’intenzione di offrire ulteriori opportunità formative non solo ai
propri alunni ma anche ai ragazzi delle altre scuole lunigianesi.
Il laboratorio rimanda all’idea del fare, non è possibile entrare in
uno spazio attrezzato e rimanere a guardare, poiché esso sollecita
attività, è luogo nel quale l’interazione assume i caratteri dello
scambio, del dialogo, della partecipazione necessaria a eventi, sonori nel
nostro caso. La scuola oggi più che mai ha bisogno di spazi di questo
tipo da utilizzare durante l’orario scolastico, ma anche al di fuori,
come punto di incontro per crescere nell’ambito musicale, avvicinandosi,
magari per la prima volta, al mondo dei
suoni, oppure come luogo nel quale si esplica l’attenzione
all’eccellenza, valorizzando coloro che già sanno suonare, offrendo
loro ulteriori occasioni per fare musica.
Pertanto una scuola non può limitarsi allo spazio-aula nel quale gli
alunni trascorrono quattro, sei, otto ore giornaliere, al contrario
necessita di altri spazi nei quali ciascuno si trova a ricollocarsi al di
là di rigidità spaziali che connotano talvolta l’aula, recuperando la
valenza positiva della relazionalità. Non a caso i fautori di una scuola
limitata al leggere, scrivere e far di conto, che non sanno e non vogliono
aprirsi a nuovi saperi pensano ad un edificio scolastico di aule-classi,
disturbati dal dover accompagnare gli alunni in spazi attrezzati, qual è
ad esempio un laboratorio, confinando ciascun bambino nell’immutabilità
spaziale del banco.
Un laboratorio musicale dunque inteso come spazio dell’arte, analogo al
laboratorio di pittura, di teatro, ecc. che intende configurarsi anche
come snodo di serenità, di benessere, dello stare bene con se stessi e
con gli altri. Reale opportunità di arricchimento dell’offerta
formativa, il nostro spazio-musica vuol essere anche una struttura
flessibile capace di diversificare nel tempo la propria proposta e di
recepire quanto proviene dal territorio.
In questa ottica si inserisce il questionario distribuito agli alunni
delle scuole elementari, medie e agli studenti delle scuole superiori del
Comune di Aulla. A seguito della tabulazione è stato possibile acquisire
interessanti dati dei quali si terrà conto nel delineare l’attività
del laboratorio musicale. Nell’offrire questo contributo
all’attenzione di coloro che operano nella scuola e non solo, rivolgo il
mio sentito ringraziamento a quanti hanno collaborato alla ricerca e alla
sua sistemazione e auspico che il laboratorio musicale aullese diventi una
preziosa occasione per i
bambini e giovani lunigianesi per fare musica, riscoprendo la voglia di
stare insieme.
I
primi passi del laboratorio musicale
Stefano
Freschi - Referente della Commissione Musica
Se l’atto
di nascita del Laboratorio è stata l’indagine, subito dopo sono seguite
alcune iniziative, una delle quali già realizzata al termine
dello scorso anno scolastico e cioè un corso di Musicoterapia
(Musica e qualità della vita), in collaborazione con l’Università di
Genova, con l’Associazione di
musicoterapia “Music Space
Italy” di Bologna e con la ASL n.1 di Massa Carrara.
I futuri impegni della Commissione musica saranno finalizzati a progettare
iniziative che rendano immediatamente fruibile la struttura del
Laboratorio.
I percorsi possibili sono diversi e di diverso spessore per quanto
riguarda la realizzazione. Verranno senza dubbio promossi incontri
dedicati all’ascolto; con la scuola elementare verrà verificata la
possibilità di realizzare un percorso dedicato alle bande musicali ed
agli strumenti che le compongono; in collaborazione con il Conservatorio
di La Spezia verrà elaborato un
progetto di animazione sul tema “La città musicale” da realizzarsi
nel maggio 2001, in concomitanza con
la Giornata Nazionale della
Musica; si prevede il coinvolgimento dei bambini delle scuole elementari e
quelli della vicina scuola
media ai quali verrà rivolta la proposta nell’ambito delle attività
legate alla continuità. Cori, gruppi strumentali vari, bande e quanto di
meglio è reperibile sul territorio sarà ben gradito per animare
musicalmente il centro di Aulla.
Già da questi primi impegni, possiamo renderci conto che la nuova
Commissione musica avrà da lavorare intensamente per rendere il
Laboratorio una realtà ben radicata sul territorio.
Se l’obiettivo della Commissione musica, attraverso i questionari
proposti era quello di mettere a nudo le esigenze e le aspettative in
campo musicale dei giovani di Aulla e dintorni, dai risultati emersi,
possiamo affermare di averlo centrato.
L’indagine, seppure impostata con criteri universali (perciò ad
ampissimo raggio sul tema musica) ha dato i suoi frutti; basta guardare le
tabelle relative al punto C (intendo imparare uno strumento musicale) per
rendersi conto di quanto sia importante la presenza di un Laboratorio
musicale sul nostro territorio.
Di particolare interesse si sono dimostrate
le risposte relative alla domanda “Che cosa è per te la musica e a cosa
serve?”: se solo riuscissimo a mettere questi giovani a confronto tra
loro per discutere sulle loro risposte, sarebbe già un grande e
significativo momento per parlare e progettare insieme su come far vivere
la musica attraverso il Laboratorio.
E’ proprio attingendo a piene mani da questi risultati che ci possiamo
rendere conto di quanto sia importante, ma allo stesso tempo difficile e
rischioso, rendere realmente attivo un laboratorio musicale come quello
che sta nascendo ad Aulla.
Quali i compiti per rispondere alle esigenze emerse?
Innanzitutto dare una risposta concreta a tutti quelli che intendono
avvicinarsi alla musica attraverso lo studio di uno strumento musicale.
Creare spazi per coloro che intendono incontrarsi suonando o ascoltando
musica e soprattutto far vivere il Laboratorio come punto di
incontro per discutere, commentare e vedere la musica, quella
conosciuta e quella meno conosciuta dalle nuove generazioni, creare,
quindi, momenti di crescita non solo culturale ma emotiva ed affettiva.
Perciò: musica, musica, musica… perché “La musica è
un’arte attraverso la quale l’uomo comunica tutto il suo mondo
interiore, un linguaggio, un mezzo di trasporto per viaggiare dappertutto,
un modo per rilassarsi e riflettere, un sogno eterno. La musica serve per
fare ogni cosa. Io, senza, non vivrei.” Bello vero? Cosa potremmo
aggiungere a quello che ha detto questa quindicenne? Niente, dobbiamo solo
attivarci per dare uno spazio a queste voci ed il mio augurio e la mia
speranza è che la Commissione musica unitamente al Laboratorio musicale,
ai docenti del Circolo didattico, alle FF.OO., al nostro Dirigente, che è
il primo ispiratore del Laboratorio, a tutti i docenti del territorio
interessati al Progetto LA, agli esperti, ai musicisti e collaboratori del
Laboratorio possano collaborare per offrire alla scuola e al territorio un
effettivo contributo all’universo “musica”.
Aulla:
una città musicale
Mario
Piatti - Docente di Pedagogia musicale Conservatorio di musica di La
Spezia
Talvolta si
sente dire che l’Italia, pur essendo il paese del “bel canto”, è
tra le ultime in classifica per quanto riguarda l’educazione musicale.
Purtroppo, chi fa queste affermazioni, non riporta mai i dati quantitativi
e qualitativi su cui si basa, e quindi si ha spesso l’impressione di
essere di fronte a ingenui pessimisti che denigrano la realtà per
esaltare se stessi e le proprie idee. Io sono convinto invece che in
Italia si fa educazione musicale nelle scuole e, in molti casi, la si fa
anche bene. Non che tutto sia rose e fiori. Molta strada rimane ancora da
fare, soprattutto per garantire docenti preparati ed esperti nel campo
specifico musicale. Ma i contatti che ho con molti insegnanti e operatori
musicali di molte regioni italiane mi fanno ben sperare. Ad alimentare
questa speranza concorrono alcune scelte recenti del Ministero della
Pubblica Istruzione, ad esempio l’attivazione, negli ultimi tre anni, di
circa 400 laboratori musicali (in previsione dovremmo arrivare a circa
1500), intesi come struttura operativa per favorire la messa in rete, in
uno specifico territorio, delle risorse umane e materiali che possono
favorire lo sviluppo della formazione musicale per tutti , a partire,
oserei dire, dall’asilo nido fino all’università della terza età.
Le profonde trasformazioni in atto nella scuola (l’attribuzione
dell’autonomia alle singole istituzioni, la ristrutturazione degli
organismi nazionali e regionali – ministero e provveditorati -, la
riforma dei cicli, la ristrutturazione dei saperi e delle discipline di
studio, ecc.) mettono in circolo nuove energie e voglia di rinnovamento,
accanto a dubbi e incertezze. Questo investe anche l’educazione
musicale: qualcuno, ad esempio non vede di buon occhio i laboratori
musicali, che possono diventare l’alternativa ad un inserimento a pieno
titolo della musica tra le discipline del curricolo.
Io, ovviamente, mi auguro che nel curricolo del nuovo settennato e in
tutti gli indirizzi dei nuovi licei la musica sia presente come pratica
(cantare, suonare, ascoltare) e come
disciplina di studio (nei suoi aspetti storico-antropologici, ad es.) per
tutti i ragazzi e le ragazze, e per questo mi auguro che ad ogni scuola
possa essere garantito un numero adeguato di insegnanti di musica. Ma
credo anche che la struttura del laboratorio musicale, sia nell’aspetto
della sua fisicità materiale (un luogo attrezzato e specifico dove fare
pratica musicale), sia come luogo “virtuale” della progettazione e
dell’organizzazione della formazione musicale, potrà e dovrà svolgere
un ruolo importante per mettere nuova linfa musicale nella vita
di una scuola, di un quartiere, di una città.
Il Laboratorio Musicale di Aulla potrà così diventare non solo e non
tanto un’aula diversa in un edificio scolastico, ma il centro propulsore
di progetti e di attività che, in simbiosi con altre attività e progetti
(penso in particolare a “La città dei bambini e delle bambine”)
rendano più musicale (e quindi più bella, più vivibile, più
ecologica,…) la città.
Le
premesse poste dal Direttore, dagli Insegnanti e dalle bambine e dai
bambini delle scuole di Aulla
ci sono e mi sembrano ottime. Alla Amministrazione Locale, alle
Associazioni culturali, a tutti i cittadini l’invito a continuare a
sostenere questa esperienza che potrà essere di stimolo e di modello ad
altre realtà vicine e lontane. |