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Trento, Francesca Cereghini, MUSICA IN PIGIAMA
Animazione musicale in ospedale


CONTESTO
L'intervento di animazione musicale qui descritto è stato richiesto dalla Scuola in Ospedale che opera nei reparti pediatrici di ortopedia e chirurgia dell'Ospedale S.Chiara di Trento. La scuola in ospedale esiste a Trento da oltre 20 anni e rientra in un progetto più ampio di umanizzazione della struttura ospedaliera: rappresenta uno strumento per mediare la frattura tra la vita quotidiana e l'ospedalizzazione, cercando di fornire un supporto psicologico al bambino e alla famiglia, instaurando un rapporto di fiducia e amicizia, che permette di far vivere la degenza in maniera serena, riducendo l'ansia, la paura e l'insicurezza data dall'ospedalizzazione.
I bambini che frequentano la scuola hanno un'età compresa tra i 2 e i 15 anni. L'eterogeneità delle situazioni, che quasi quotidianamente si presentano, hanno un punto in comune, legato alla difficoltà incontrata dai bambini ad affrontare la "paura" dell'ospedale e il brusco distacco dalla realtà familiare e scolastica.
Il presente progetto Musica in Pigiama, si è inserito all'interno del progetto "Per un Sorriso" promosso dalla scuola in ospedale che prevede l'intervento, all'interno del reparto di chirurgia e ortopedia pediatrica, di diversi esperti che realizzino attività animative, di svago e culturali per i degenti.
L'intento del progetto Musica in Pigiama è di introdurre una situazione animativa che risulti elemento di diversità rispetto alla situazione di ospedalizzazione e che riesca a lasciare nel tempo una "traccia positiva" nel ricordo di un vissuto solitamente traumatico come quello del ricovero in ospedale.
I valori che orientano il progetto fanno riferimento al riconoscimento dell'importanza  dell'identità culturale e sociale di ciascun bambino, delle sue potenzialità, della sua creatività, anche in una situazione di disagio. Il progetto parte dalla convinzione che è importante valorizzare il bambino malato: cercando di attivare la sua parte sana, creando situazioni relazionali con altri bambini e con gli operatori ospedalieri in un contesto, come quello dell'incontro di animazione musicale, che esula, anche se limitatamente, dalle comuni attività ospedaliere. Questo può riportare una normalità nella diversità della vita in ospedale.

FINALITÀ E OBIETTIVI
Un progetto musicale in ambito ospedaliero si pone obiettivi e finalità che operano su due livelli:
il PERSONALE. Riguarda il degente in relazione con se stesso e alle sue modalità di elaborazione e espressione delle esperienze emotive vissute all'interno dell'ospedale. Si cerca pertanto di favorire la creazione di situazioni di benessere e cooperazione attraverso il suono e la musica partendo da idee, capacità, sentimenti, valori, vissuti, di ciascuno al fine di migliorare la qualità della vita nel periodo di degenza in ospedale;
 il RELAZIONALE. Riguarda il degente in relazione con gli altri e mira a sopperire il forte senso di solitudine che caratterizza la vita in ospedale, pertanto con le attività musicali si cerca di favorire le relazioni dei pazienti all'interno del reparto ospedaliero attraverso la condivisione  dell'esperienza musicale.

MUSICA IN OSPEDALE
Penso sia importante riflettere sul vissuto di un bambino in una esperienza di ospedalizzazione e su tutti quei cambiamenti e capovolgimenti che questa esperienza può comportare.
In ospedale il bambino oltre a doversi confrontare con l'estraneità degli spazi asettici degli ambulatori, la paura dei prelievi, l'impatto con la sala operatoria, il rapporto con il personale medico e infermieristico, deve affrontare la sua nuova condizione di malattia e quindi di diversità. Deve affrontare l'esperienza di un corpo che fa male, che non può correre, saltare, muoversi, che non risponde più e che è come "rotto" nei suoi ritmi fisici, corporei. Nei miei primi incontri di conoscenza è proprio l'aspetto della "rottura" che mi ha colpito: rottura che riguarda sia i ritmi interni, fisiologici come i ritmi cardiaci, respiratori che a causa della malattia possono risultare alterati, sia una rottura rispetto alle abitudini di vita del bambino: quei tempi familiari e rassicuranti che scandiscono la sua giornata (la scuola, gli amici, la televisione, ecc...) sono sostituiti da quelli diversi e sconosciuti della vita in ospedale.
A questo proposito ci si può forse domandare se un intervento di animazione musicale possa avere una sua specificità ed essere, davvero, un momento più significativo di altri durante la degenza dei piccoli pazienti.
Si può genericamente vedere in ogni tempo strutturato il tentativo, l'intenzione, di reintegrare i ritmi della mutata vita del bambino, di ridare delle scansioni, dei riferimenti, sia pure in termini diversi, alle sue giornate, portare il suo tempo ad una prevedibilità, ad una articolazione così come è nella vita abituale di ogni bambino.
Con le attività animative in ospedale si può cercare di evitare e sconfiggere quella sensazione che si può identificare come uno sprofondamento in una situazione apatica, irreale dove non c'è mai qualcosa di prevedibile.
Una rete di spazi e temi occupati riporta alla vita, all'attesa, a un prima, a un dopo e può rappresentare un'importante rete di sicurezze, una sorta di contenitore delle angosce del bambino.
Ma la musica può forse fare qualcosa in più….La musica ha la capacità di evocare emozioni profonde, ricordi, sensazioni, di distrarre, di divertire, di comunicare, di permettere il contatto con gli altri, ma soprattutto di rompere il silenzio, che spesso caratterizza i bambini ricoverati!! Le paure in ospedale sono tante, molto di più di quelle che dobbiamo affrontare nella vita di tutti i giorni… paure che devono anche fare i conti con la sensazione di fragilità, e con l'incapacità di esprimere in modo adeguato le angosce e le preoccupazioni.
Grazie alla musica si riesce, spesso, a instaurare un rapporto profondo con i bambini, che si sentono così meno soli di fronte alla paura..
L'incontro di animazione musicale diventa un momento unico, che distrae, distende o diverte, aprendo così spazi di realtà su un’esperienza particolarmente delicata, decisamente difficile e complessa, dove i rischi di collisione emotiva sono molto forti. La musica, da questo punto di vista, può costituire un importante canale di espressione che va ben oltre le parole.
L'animazione musicale con la sua capacità di coinvolgere i pensieri più vari, inglobando tecniche anche molto distanti tra loro, mi è sembrato il "contenitore" migliore per un'attività che mira a creare relazioni, a mettere in contatto le persone e a trovare soluzioni per esprimere le proprie emozioni, ansie, paure.
In questo contesto la musica deve farsi veicolo di un'esperienza umana per creare situazioni di benessere, anche in un contesto di disagio e diversità come quello dell'ospedale. Uno degli obiettivi di questo progetto è di trovare modalità di esprimere il non detto, per superare blocchi e paure e vivere il più possibile una situazione di normalità. La musica come elemento primordiale e costantemente presente nella vita di tutti gli individui,  è senza dubbio un canale privilegiato per raggiungere questo obiettivo.
Il lavoro di musica d'insieme ha avuto lo spazio preminente all'interno dei laboratori svolti, perché favorisce una crescita del singolo, ma anche del gruppo, favorisce l'interazione, lo scambio, lo sviluppo della creatività, e permette di vivere esperienze gratificanti, in cui i bambini trovano spazi di divertimento, evasione e scarico delle tensioni e paure. La musica d'insieme con le sue regole, scambi tra i partecipanti, in un ambito di totale gratuità è molto vicina alla realtà del gioco, per questo viene particolarmente apprezzata dai bambini, soprattutto in questo contesto. Nel contesto dell'ospedale, infatti, lo spazio dedicato al gioco è limitato, ridotto, compresso per la mancanza di spazi adeguati. Con i laboratori di animazione musicale si è riusciti a giocare con la musica creando relazioni e scambi tra i pazienti, in uno spazio il più accogliente e rassicurante possibile.
L'importante è ricordare che in questo tipo di attività l'approccio non è di terapia. Si cerca di creare situazioni musicali, ma che si basano essenzialmente su una relazione intersoggettiva. L'obiettivo in progetti come questi, non è suscitare allegria, come fanno i clown in ospedale, ma piuttosto la qualità di vita, la dignità di vita. La musica non può diminuire il dolore, ma può far sì che, perlomeno in alcuni momenti, non sia più il centro dei pensieri del bambino. In questo modo grazie alla musica si riesce ad aumentare la qualità della vita in ospedale.

ATTIVITA'
Il progetto ha avuto inizio con una valutazione iniziale dei bisogni relativi al contesto di lavoro dell'ospedale. Successivamente sono seguiti degli incontri preliminari di con le insegnanti della scuola in ospedale e con il personale medico, per delineare le linee base di intervento e per costruire una situazione di collaborazione nella valutazione dell'attività.
Gli incontri necessariamente sono stati strutturati in modo da essere brevi, per non stancare i bambini, realizzabili con un minimo di strumentazione tecnica e soprattutto con il minimo disturbo per i ritmi e la vita del reparto. I laboratori sono stati organizzati in maniera che si possano concludere in un solo incontro, per dare ai bambini partecipanti al laboratorio un senso di conclusione.
Ciascun incontro era con un diverso gruppo di bambini e questo implicava la necessità di attività iniziali che mirassero a creare un clima familiare e accogliente e attività di conoscenza.
I laboratori hanno dato largo spazio ad attività vocali e strumentali , meno spazio è stato dato all'attività di movimento per non lasciare inattivi alcuni bambini che presentavano limitazioni in questo senso.
Per concludere l'intervento di animazione musicale sia io che l'insegnante, abbiamo ritenuto importante, data la brevità e la fugacità dell'esperienza,  lasciare ai bambini un "segno" dell'intervento di animazione, un segno che permetta non solo di ricordare l'esperienza, ma che, in qualche modo, possa costituire un elemento di continuità.
Dopo il laboratorio di animazione si è scelto far realizzare ad ogni bimbo, qualora questo fosse d'accordo, un oggetto che servirà per ricordare l'intervento

DIFFICOLTA'
Indubbiamente l'ospedale rappresenta un ambiente di lavoro particolare dove le difficoltà sono molte e legate ad una molteplicità di fattori: questioni burocratiche, mancanza di materiale musicale (strumenti musicali soprattutto), spazi inadeguati per attività di animazione musicale, scarsa collaborazione e considerazione da parte del personale medico delle attività che si svolgono nella scuola in ospedale.
Ma sicuramente la difficoltà maggiore è legata all'utenza, molto eterogenea per età, e inoltre che si può definire mobile, sia perché ogni laboratorio coinvolge un gruppo di bambini sempre diverso, sia per la continua necessità di inserire sempre nuovi degenti, che modificano il gruppo di lavoro, anche  nel corso dei singoli interventi. Inoltre sono sempre numerose le variabili da assecondare e tenere presenti sia durante la progettazione che durante la realizzazione dei laboratori, legate alle esigenze del reparto ospedaliero (come ad esempio le frequenti interruzioni nel corso dell'attività del personale medico per la somministrazione di medicine) e riguardanti le condizioni fisiche e psicologiche dei bambini.
In un progetto di animazione musicale e, ancora più se si svolge in contesti difficili come quello dell’ospedale, non si può pensare agli incontri come unità didattiche rigide e prestabilite. Le situazioni mutano continuamente, gli imprevisti sono la normalità, le esigenze dei bambini sono le più disparate e non possono essere canalizzate in maniera forzata, l’animatore, pertanto, deve essere pronto a rivedere e sconvolgere in ogni momento quello che aveva programmato prima di trovarsi nella fase operativa. Nel lavoro con i bambini dell’ospedale non si ha davvero nessuna certezza: quanti bambini parteciperanno all’intervento, che limitazioni fisiche, o psicologiche, presentano, quanti rimarranno fino alla fine, quanti subentreranno nel corso dell’attività… Quindi credo che una progettazione che verte sui principi della fluidità, flessibilità e creatività, nel contesto ospedaliero, non sia solo una “buona norma”, ma un’assoluta necessità. Questa variabilità delle situazioni crea una grande difficoltà, ma è anche molto stimolante…Ogni momento, ogni situazione, ogni avvenimento possono creare lo stimolo per esplorare nuovi territori musicali, per mettersi in gioco in maniera diversa, anche sconvolgendo completamente quello che si aveva progettato con tanta cura e fatica, e creare dei percorsi animativi davvero personalizzati e adatti ai bambini con cui si sta facendo l’attività.

VALUTAZIONE
La valutazione del progetto si è rivelata difficoltosa e laboriosa per l'impossibilità, dato il ricambio continuo dell'utenza, di effettuare una valutazione in itinere. Si è proceduto perciò monitorando i singoli interventi, tramite griglie di osservazione, colloqui con i famigliari e con il personale medico e qualora fosse possibile dialogo diretto con i bambini coinvolti nell'attività.
Da un bilancio dei dati raccolti ritengo di poter dare una valenza positiva al progetto sia per quanto riguarda il coinvolgimento, partecipazione e interesse dei bambini coinvolti nell'attività, sia per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi promossi dal progetto.

CONCLUSIONE
Per quanto mi riguarda posso affermare che, nonostante le innumerevoli difficoltà, l'esperienza con bambini ospedalizzati e' stata positiva, stimolante e aperta ad ulteriori sviluppi.
Le idee elaborate durante il percorso di lavoro sono state tante, ma solo alcune di queste si sono potute realizzare concretamente.
I motivi di questa mancata realizzazione sono stati relativi alla mancanza di tempo e alle modalità organizzative imposte dall'ospedale.
Da parte mia c'è la disponibilità, la volontà  e l'interesse di continuare questa esperienza.
Nella possibilità di proseguire questo percorso, sicuramente, potrò fare tesoro dell'esperienza fatta per elaborare percorsi e attività sempre più coerenti con le esigenze dei bambini ospedalizzati e non solo. Sicuramente la strada dell'animazione in ospedale è un terreno fertile e tutto da scoprire, che può offrire, secondo me, grandi possibilità di evoluzione e progresso.

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