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Appiano Gentile (CO), Luca Clerici: Il segreto dell'isola che non c'è

Progetto di animazione musicale per le classi IVe della Sc.Primaria di Appiano G., dove l’incontro fra bambini e disabili di un centro diurno avviene dentro una storia fantastica

Perché questo progetto ?
In paese ci sono quelli un po’ strani che girano per le strade, mentre sui giornali o in tv alcuni fatti di cronaca ci parlano di atti di violenza gratuiti nelle scuole da parte di alunni nei confronti di loro compagni portatori di handicap o più in generale di persone considerate “diverse”… Persone che spesso suscitano diffidenza, derisione o nel migliore dei casi pietismo.
Negli ambienti sociali più degradati ed abbandonati da un punto di vista culturale, sono all’ordine del giorno comportamenti di rifiuto e/o di paura nell’incontro col disabile, con lo straniero, con il disagiato sociale e questo solo perché non si riconosce in lui l’immagine di una normalità che ognuno ha di sé stesso. Ma in fondo sappiamo bene che la normalità, cioè l’essere considerati normali, dipende dall’idea e soprattutto dall’immagine che la nostra società decide e “detta” a tutti in tal senso !
Perché non provare a coltivare nelle nostre scuole un altro punto di vista nei confronti di quelli più strani o diversi da noi ? in fondo ciò significa semplicemente guardare in modo diverso anche il nostro compagno di banco, il nostro vicino di casa, e alla fine anche noi stessi. Il progetto, è nato dall’idea di far conoscere ai bambini il “mondo della disabilità” non con la solita visita informativa al centro per disabili, ma attraverso un esperienza innovativa: perché non farlo con un’attività animativa musicale ?

Come far intrecciare/incontrare i due diversi contesti espressivi ed educativi ?  
Davanti a questo fine ambizioso ed anche un po’ rischioso, mi sono subito domandato come rendere possibile il tutto. Per questo motivo ho pensato  all’intreccio ed all’incontro di due diversi contesti espressivi ed educativi: l’attività teatrale di un centro diurno per disabili fisici/psichici e l’attività di animazione musicale (in oggetto) per le classi quarte di una scuola primaria. Due laboratori, due spazi educativi, che percorrono in parallelo lo stesso viaggio immaginario, nel quale il “contesto fantastico” diviene pretesto e “contenitore” in cui far incontrare e far giocare due mondi tanto diversi e lontani fra loro.

Dove e quando
Il progetto  di animazione musicale denominato “il segreto dell’isola che non c’è” è stato realizzato tra il mese di novembre 2007  e il mese di maggio 2008 con le classi quarte della scuola primaria di Appiano Gentile.  

Gli obiettivi
§         Migliorare la capacità di “mettersi in gioco” attraverso il canale musicale.
§         Accrescere la capacità di collaborare con gli altri nella creazione di “prodotti” musicali di gruppo (canzoni, ritmi, sonorizzazioni, etc. …).
§         Ridurre il senso di disagio/imbarazzo e/o il timore nei confronti di persone “diversamente abili”, attraverso esperienze creative di incontro tra le due realtà (scuola primaria – centro diurno disabili).

Le “voci misteriose” come bussola di riferimento, per fantasticare, esplorare e creare…
Alcune voci misteriose, ottenute da registrazioni audio effettuate all’interno del laboratorio teatrale dei disabili, hanno guidato i bambini sulla rotta di una fantomatica  isola che non c’è ed hanno permesso d’imbattersi nella scoperta di tre isole misteriose, ciascuna con delle particolari caratteristiche: l’isola dei personaggi strani, l’isola delle emozioni, l’isola dei desideri (o del “cosa farò da grande” che si concretizza con la canzone conclusiva del percorso e dello spettacolo “vorrei, vorrei …. con voi …, va bene ! va bene ! ma ascolta anche noi!”).
Le “voci misteriose”, che ad ogni incontro parlano alla classe, sono l’elemento sorpresa dei laboratori: fungendo da “bussola di riferimento”, queste “entità terze” accompagnano i bambini verso la rotta da seguire e portano all’interno della classe il contributo espressivo dei ragazzi “disabili”. E’ dentro questo gioco continuo fra immaginazione e realtà (i suoni, i ritmi, le voci e le canzoni della storia) che si sviluppa il percorso: si tratta ovviamente del più classico dei viaggi immaginari, dove i ragazzi affrontano il tema dell’“altro”, dello sconosciuto che è dentro e fuori di noi.
Nell’ultimo laboratorio e durante la rappresentazione finale in teatro, il conduttore svela il suo segreto, presentando l’isola da cui lui stesso e le voci provengono: un centro diurno per disabili, luogo di solidarietà nei confronti di chi è diversamente abile.

Le fasi del progetto
n.1: La partenza per il partenza viaggio.
- In officina meccanica per costruire il mezzo di trasporto (i ritmi dell’officina)
- Qui bisogna lavorare … e per farsela passare c’è bisogno di sognar
- Accensione mezzo di trasporto! il viaggio via terra, via acqua, via aria…
n.2: L’ isola (o pianeta), dei personaggi strani (dal “Piccolo Principe”).
- incontro con il “matto” che da ordini a tutti quelli che incontra (si crede Re?)
- incontro con quello che ci vede male (è avido?) e scambia per numeri tutte le cose e/o persone che incontra
- incontro con quello che ci sente male (è vanitoso?) e sente solo le lodi per lui.
n.3 -  L’isola delle emozioni.
- incontro con gli impauriti (suoni della paura?) e con i coraggiosi (il canto del coraggio?)
- incontro con gli arrabbiati (l’orchestra degli arrabbiati?) e con i tranquilli
- incontro con i tristi (i musicisti tristi?) e con i gioiosi
n.4 -  L’isola dei desideri.
- incontro con le voci misteriose, le loro storie e i loro sogni
- la canzone di quello che vorrei …

Conclusioni
Il progetto mira a favorire la cultura dell'accoglienza ed un etica della responsabilità, tentando di offrire strumenti per cogliere nella “diversità" un'opportunità. E’ importante sottolineare come questa proposta intenda toccare il tema “disabilità” in maniera rispettosa delle sensibilità e dell’ingenuità dei ragazzi in età preadolescenziale; inoltre la “leggerezza“ con cui avviene questo intrecciarsi di vite tanto diverse, può anche essere la base per far nascere un interesse “spontaneo” dei bambini verso un argomento a loro ancora sconosciuto.

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