ALLA RICERCA DI UNA DEFINIZIONE DI ANIMAZIONE MUSICALE
Il percorso per tentare una definizione di Animazione Musicale, non configurandosi ancora
né come modello, né come metodo è sicuramente quello di partire dallesperienza
soggettiva che, basandosi su premesse non verificabili, ma su convinzioni personali trovi
una condivisione prima allinterno di un gruppo, quindi di una corrente di pensiero
ed infine della comunità scientifica.
Occorre partire perciò dai dati di realtà: la musica suscita in ogni individuo delle
emozioni. Questa è esperienza comune.
Si può riflettere sullesperienza e tentare di formulare una teoria.
Poiché si tratta di evocare delle potenzialità filogeneticamente ed ontologicamente
determinate, lAnimazione Musicale assumerà sfumature diverse e diversa
denominazione a seconda del contesto, delloperatore e delle finalità che ci si
pone.
Si possono utilizzare tecniche uguali: sono i livelli dintervento che cambiano.
Probabilmente la specificità dellAnimazione Musicale va ricercata nella sua versatilità,
vale a dire in una maggiore possibilità di applicazione nei settori più disparati
rispetto ad altre aree espressive e nella centralità che occupa il gruppo
piuttosto che lindividuo.
Credo che una parole chiave per meglio comprenderla sia divertimento quale
forma esteriorizzata del piacere mediato dalla musica. Piacere che diventa
manifestazione espressa e collettiva.
PSICOMOTRICITA E ANIMAZIONE MUSICALE
In psicomotricità obiettivi e pratica si fondono poiché gli scopi diventano anche i
mezzi. Infatti si punta a rendere le persone esseri in grado di comunicare, creare e
decentrarsi. Si potenziano i canali comunicativi attraverso vie alternative e molteplici
di espressività; si stimola la creatività attraverso l'improvvisazione, l'opportunità
di scelta, l'utilizzo di materiale non strutturato; si promuove il decentramento
attraverso l'ascolto dell'altro, la condivisione, l'esplicitazione e la padronanza delle
emozioni.
Se riteniamo parole chiave dellanimazione musicale la crescita - intesa come
cambiamento evolutivo e positivo -, la reciprocità - per cui le persone diventano
risorse luna per laltra - e lintenzionalità - quale sviluppo di
progettualità - ritroviamo esattamente i tre punti cardini dellintervento
psicomotorio vale a dire: decentramento, comunicazione e creatività.
PROGETTO DINTERVENTO DI ANIMAZIONE MUSICALE
La musica facilita lemergere di stati di coscienza meno strutturati e pertanto
irrazionali. La qualità dellesperienza uditiva, rispetto a quella visiva, è più
ambigua in quanto il suono può assumere sfumature variabili di significato assai più
rilevanti.
Lambiguità permette la regressione e lemergere di materiali pulsionali
primitivi.
Finalità
Con questo laboratorio si punta prevalentemente a far vivere ai ragazzi esperienze
coinvolgenti affinché le potenzialità espressive di ciascuno possano venire alla
luce. Si stimola la creatività e si fa prendere coscienza dellimportanza e
della bellezza della diversità.
Obiettivi generali
Socializzazione/ integrazione/autorealizzazione
Obiettivi specifici
1. Sviluppare la capacità di accettarsi diversi ed uguali nella dimensione
musicale
2. Esprimere attraverso la musica le proprie emozioni
3. Potenziare abilità di tipo creativo in ambito musicale
Metodologia
Vengono formati gruppi di ragazzi omogenei per età.
Lintervento si articola in attività imperniate sullascolto attivo, sulla
partecipazione spontanea o guidata e sullimprovvisazione.
Strumenti
Brani musicali registrati; strumenti a percussione; il corpo ed il movimento; materiale
psicomotorio.
Indicatori
Quasi tutte le valutazioni in itinere e di risultato sono di tipo soggettivo in quanto
attinenti ad una finalità rieducativa-terapeutica.
Pertanto ci si basa non tanto sulla qualità del prodotto cioè sul risultato estetico
quanto piuttosto sullatteggiamento dei soggetti oltre che
sullapprendimento di nuove competenze legate alla musica.
LESPERIENZA
Lesperienza sul campo riguarda un gruppo di cinque ragazzi Down in età
adolescenziale con i quali ho fatto un percorso che si è articolato in due anni
successivi partendo dallascolto attivo di alcuni brani musicali.
La proposta ed il percorso
Il primo anno ho pensato di proporre ai ragazzi una delle esperienze fatte a Lecco. Si
trattava di ascoltare alcuni brani musicali e di interpretarli facendosi raccontare una
storia. Ho integrato questa tecnica con la pratica psicomotoria per cui la verbalizzazione
diventava lo spunto per costruire la scena e drammatizzare il racconto.
La rappresentazione finale, che si configurava come festa di fine attività del gruppo, è
stata molto gradita dai ragazzi ed apprezzata dai genitori per cui ho ritenuto di
continuare sulla stessa strada anche lanno successivo apportando quelle modifiche
che rendessero il prodotto interamente opera dei ragazzi.
Pertanto il lavoro è stato impostato un po diversamente.
Ho cercato con molta attenzione dei "moduli" musicali che consentissero il più
facilmente possibile uninterpretazione narrativa ed ho optato per dei brani tratti
da colonne sonore di film.
Diversamente dallanno precedente ogni ragazzo doveva essere autore di un intero
racconto e pertanto ho registrato alcuni brani musicali, diversi per ognuno di loro, su di
una cassetta personale.
Ho iniziato facendo ascoltare attentamente i primi brani in cui dovevano distinguere tra
ritmo, melodia o assenza di entrambi Per permettere loro di interiorizzare queste
distinzioni su cui poi ragionare per costruire le scene, sono partita dal far vivere loro
col corpo la musica.
Seguiva un secondo ascolto ed il protagonista della seduta interpretava la "sua"
musica facilitato, come lanno precedente, da una griglia preparata da me. La sua
interpretazione veniva scritta da tutti sul proprio quaderno.
Il ragazzo incaricato costruiva la scena e attribuiva le parti.
Prima del termine della seduta tutti dovevano disegnare su di un foglio come era stato
disposto il materiale.
Al ragazzo/regista veniva consegnata la cassetta con lincarico di scrivere a casa il
testo apportando tutte le modifiche che avesse voluto per migliorare la sua storia. La
fotocopia del testo corretto sarebbe stato distribuito ai compagni la volta successiva.
Durante la settimana doveva pensare al titolo ed ai vestiti da indossare. Prima della
rappresentazione finale avrebbe dovuto preparare dei cartelloni da posizionare nella
palestra con la scritta dei vari luoghi in cui si svolgeva la scena.
Valutazioni
Tutti i ragazzi hanno partecipato con entusiasmo alla proposta. Si sono impegnati ed hanno
prodotto da soli tutto quanto riguardava la rappresentazione: testi, scenografia,
cartelloni. Hanno collaborato accettando le parti assegnate dai compagni dimostrando
autocontrollo e capacità di mettersi in gioco.
Lapporto creativo è stato rilevante per dei soggetti a cui non viene mai chiesto un
apporto personale.
I risultati ottenuti sono andati ben oltre le mie aspettative in termini di
partecipazione, di capacità di aspettare il proprio turno, di ascolto dell
"altro", di impegno personale, di interpretazione degli stimoli sonori e di
traduzione in immagini e racconti.
CONCLUSIONI
La qualità del prodotto finale può essere esteticamente criticabile, ma trattandosi di
finalità rieducative-terapeutiche è soprattutto latteggiamento dei soggetti che
diventa lindicatore dellefficacia di questo intervento di animazione musicale.
In qualsiasi relazione daiuto ciò che conta non è il "bello", ma il
"buono", vale a dire ciò che permette un cambiamento positivo nelle persone in
termini di autoaccettazione e di crescita personale impossibile da quantificare e valutare
dallesterno.
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